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Colui che discende

Avatar, letteralmente, Colui che discende.
La parola è originaria della tradizione induista, nella quale ha il significato di incarnazione, di assunzione di un corpo fisico da parte di un Dio.
Quello che Cameron promette agli spettatori, un'esperienza quanto più realistica nel corpo di un Na'vi, mantiene solo in parte. Certo è un bel film e la tecnologia usata è avanti rispetto ai concorrenti (ma con quel budget era il minimo) ma nonostante tutto sono uscito dalla sala con l'impressione di aver visto un (grandioso) film Disney dalla trama già raccontata molte volte.

A proposito di Avatar. Come potete vedere in questa pagina, in basso a destra c'è uno spazio dedicato ai libri che leggo e recensisco sul social network aNobii.
Il mio avatar (un nero col cappello) è un disegno tratto da Il vangelo del coyote.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.