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Creazione e caratterizzazione dei personaggi

Quando si pensa un fumetto per prima cosa si deve capire il tono che il fumetto dovrà avere.
Lo stile di un buon autore deve essere riconoscibile (quindi personale) ma anche abbastanza duttile da poter essere modificato a seconda delle esigenze.
Per questa storia il tono drammatico ha richiesto uno stile diverso rispetto al mio precedente lavoro (dove i personaggi erano più stilizzati, con tratti quasi cartoon, come il naso a palla di uno dei personaggi principali). Qua vedete alcuni sketch, una sequenza di volti tratti da un libro di fotografia di fino ottocento, quasi un casting (oddio quante parole inglesi…) fatto per scegliere le facce adatte per intepretare i protagonisti (quasi tutti briganti) della vicenda. Non so se ce n'è qualcuno che preferite. Io trovo azzeccati quelli che ho numerato. A parte il numero 1 (che ho già scelto, sarà il protagonista Grossi) e il 2 che è, appunto, troppo cartoon…
Che dite? I consigli, come sempre, sono ben accetti. :)

P.S. Dopo 10 giorni dall'apertura del blog, il racconto breve Tito (che trovate in fondo alla pagina) è stato letto da 501 persone… :=)

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.