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FactorY, fine della prima stagione


L'editore mi ha appena informato della consegna da parte del tipografo del terzo libro di FactorY.
Per chi ancora non sapesse di cosa sto parlando, segnalo il blog ad esso dedicato.
Si tratta comunque di una serie a fumetti scritta da Gianluca Moroz Morozzi e disegnata da me, giunta alla fine della sua prima stagione. La storia è ambientata all'interno di una fabbrica abbandonata dove alcune persone che non si conoscono si risvegliano senza sapere come ci sono finite e come riuscire ad uscire. Ovviamente la serie è piena di riferimenti a serial come Lost o film come Cube, The Saw e un sacco di altre cose.
Giunti alla fine di questo primo ciclo possiamo ritenerci soddisfatti. Se volete leggervi qualche recensione vi linko quelle di Anobii. Però l'unico vero rimprovero da parte dei lettori riguarda la sua cadenza (in teoria quadrimestrale ma nel caso di questo libro abbiamo sforato di qualche mese) per cui adesso dovremo ripensare in che modo concludere la serie. Perché è vero che in Francia (per fare un esempio) le serie a volumi escono anche annualmente ma FactorY ha dei meccanismi narrativi che penalizzano la lettura a distanze temporali troppo elevate.
Ad ogni modo trovate FactorY prevalentemente nelle librerie di varia oppure lo potete ordinare (senza spese di spedizione) direttamente sul sito Fernandel, qua.
Ultima avvertenza per i lettori. Se non lo avete ancora fatto, è tempo di leggere il prologo alla serie qua sotto.


Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.