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Ho fatto un sogno

Oggi anche in Italia è in vendita il nuovo giocattolino di Steve Jobs che probabilmente cambierà un po' di cose nel mondo dell'editoria e in particolare dell'editoria a fumetti.
Avrei voluto parlarvi di Tunué e del suo già ricco catalogo di titoli per iPad (presto anche Metauro) oppure di Hellzarockin' il progetto per un fumetto collettivo appositamente pensato per essere letto su un monitor, a cui sto lavorando.
Invece voglio prendere spunto dal fumetto di Vasco Rossi in uscita per Rizzoli/Lizard per parlare del sogno mancato (per il momento) di essere un paese normale almeno in un piccolo campo come quello del romanzo a fumetti (o graphic novel).
Qua e qua maggiori informazioni e commenti.
Qualche anno fa assieme ai miei amici Moroz Morozzi e Cammo Camuncoli presi parte all'inaugurazione del nuovo marchio Guanda Graphics con il libro Il Vangelo del coyote. Sembrava un momento propizio per il fumetto in libreria e i grossi editori parevano accorgersi (come sempre in ritardo) delle potenzialità di questo settore. Ma i problemi di allora si sono trascinati in questi anni e sono rimasti identici. Spesso gli editori di varia usano un espediente per avvicinare il lettore medio al fumetto. Magari usando un nome famoso oppure un argomento d'attualità. Insomma curandosi poco di fare crescere gli autori, che in definitiva dovrebbe essere uno dei compiti principali del mestiere dell'editore.
Ma veniamo al libro di Vasco.
In copertina troviamo solo il nome di Vasco Rossi che non è nemmeno uno degli autori (un team costruito apposta per sfruttare il nome del cantante. Intendiamoci, non ho niente contro questi autori, che cercano solo di lavorare, anche se a quelle condizioni io non lo avrei fatto). Pensiamo un attimo se una cosa del genere fosse successa nel cinema. Sulla locandina solo il nome di Vasco Rossi, niente regista, sceneggiatore o attori. Sarebbe un tantino ridicolo, non trovate?
Ecco, scusate il piccolo sfogo (molto insolito su queste pagine) ma leggere queste notizie a pochi giorni dal "Comics Day" la dice lunga sulla direzione che il fumetto ha preso in Italia.
E mi spiace soprattutto per Lizard/Rizzoli, editore che stimo e che in questi mesi si era distinta per le sue curate scelte autoriali.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.