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Vivere con il fumetto in Italia

Come promesso voglio ritornare su questo argomento visto che sta a cuore a molti.
Premessa numero 1.
Con "fare fumetti" si intende una gamma di attività che va dal semplice artigianato alla pura sperimentazione. Un disegnatore Bonelli fa un lavoro molto diverso da autori underground come Maicol&Mirco.
Premessa numero 2.
Ogni lavoro ha una componente più meccanica e ripetitiva e una più creativa e stimolante. Alla stessa maniera il compenso di un lavoro si compone di denaro da una parte e di soddisfazione dall'altra.

Per cui quando mi si dice "fare fumetti è come fare il tipografo quindi deve essere pagato alla stessa maniera" non sono daccordo. Fare fumetti ha in se una componente (più o meno) creativa abbastanza alta da compensare spesso i bassi guadagni. Questo determina che molte persone facciano fumetti come secondo lavoro e che la pubblicazione (quindi il livello di soddisfazione) basti a retribuire il loro lavoro. Questo è un fatto.
D'altra parte è spesso vero che la maggior parte dei fumetti (parlo di quelli venduti in libreria/fumetteria) raggiungono cifre di vendita tali da non produrre un vero e proprio reddito verso l'editore e l'autore. Anche questo è un fatto.

Per questo non mi meraviglio se un editore mi offre solo una percentuale sulle vendite (che va da un minimo del 7% ad un massimo del 10%) assieme ad un anticipo che gira attorno ai 1000 euro lordi. Anzi, questo è l'unico modo per vedere autori più giovani o più di nicchia in Italia.

Certo è vero che serve un minimo di professionalità per fare gli editori.
Penso sia necessaria una soglia minima di retribuzione. Visto che il minimo per accendere una macchina di stampa è 1000 copie, è necessario partire dai margini che 1000 copie offrono.
Queste sono le semplici regole del gioco.
Quando ho iniziato a pubblicare 11 anni fa conoscevo queste regole quindi (come molti) mi sono imposto di non dover dipendere dai miei fumetti per vivere mettendo sempre il piacere e la soddisfazione al primo posto.

Per cui, in definitiva, è possibile cambiare queste regole? Difficile ma non impossibile.
Una tavola rotonda tra autori e editori alla prossima Lucca Comics sarebbe auspicabile.

Aggiornamento.
A. Garamond Ciccarelli, editore di SaldaPress dice la sua (ed io mi associo) nel suo blog.
Su House of Mystery questa notizia che rafforza il Salda-pensiero.
Altri aggiornamenti.
Susanna Raule chiarisce il suo punto di vista sul suo blog, qua.
Marco Ficarra, autore e letterista dice la sua, qua.

Fumettista e illustratore, vivo nelle Marche con la mia famiglia.

Ho pubblicato i fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), tradotti anche in Francia e negli Usa, Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué) e A caccia di rane (Topipittori).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Ho scritto e disegnato racconti a fumetti per Il manifesto, Corriere della sera, Coconino Press e Black Velvet.

Ho vinto il premio Nuove Strade (2002) e il premio Attilio Micheluzzi (2009).