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Costume Players

Il Cosplay (per quei pochi che non lo sanno) è un fenomeno di costume nato in Giappone ed esportato negli ultimi anni anche in Europa. Si tratta perlopiù di giovani che amano vestirsi come i personaggi dei cartoni animati giapponesi e che si danno appuntamento nelle fiere/mercati/festival di fumetto per esibirsi in scenette su palchi e per farsi fotografare.
Sabato scorso sono velocemente passato a Rimini Comix, l'annuale appuntamento estivo del fumetto sulla riviera. Giusto un'oretta assieme ad amici e famiglie.
Ho notato che il fenomeno continua ad ingrandirsi a scapito del fumetto. Intendiamoci, sul web in questi anni si sono aperti dibattiti su chi li ama e chi li vorrebbe in massa a zappare i campi. Io semplicemente li tollero, non mi danno certo fastidio (ok, quando a Lucca uno spadone di 2 metri mi finisce in un occhio, allora mi danno fastidio!). I miei amici per esempio hanno fatto un veloce giro tra i tristi stand e invece sono rimasti affascinati dal palco stracolmo di curiosi e di cosplayer che si aggiravano per il vicino parchetto.
La fiera, dicevo, è ormai fatta solo da fumetterie, antiquari e negozi di gadget. In pratica erano presenti solo due piccoli editori.
La mia quindi è solo una piccola riflessione sulla miopia di molta editoria (e non solo) a fumetti.
Tirando le somme:
Il fumetto popolare italiano pare essere in crisi (non sono stati creati personaggi culto dal DD degli anni '80).
Il fumetto popolare straniero (supereroi e manga) sono in forte stagnazione (anche per un evidente intasamento del mercato). E notizie come questa fa capire che forse dopo i tempi d'oro per gli italiani in Francia stanno finendo anche quelli per gli italiani in America.
Il fumetto non popolare gode di buona salute (nel senso che negli ultimi anni ha spazi sempre maggiori).
Il Cosplay aumenta come popolarità di anno in anno. E il Cosplay è un fenomeno di origine televisiva (in gran parte) e che attinge al fumetto e agli anime giapponesi.
Tirate voi le somme.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.