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Irrilevanti questioni

Boris Battaglia torna sull'argomento "integrità di un'opera" sul suo blog.
Non voglio passare per un rigido. Come direbbe un cantautore romano, Teso a leggere tesi.
Mi piacciono le contaminazioni, gli spostamenti e i tradimenti. Ma il fatto è che leggo in giro a proposito di Corto, "meglio questa edizione ridotta e colorata o quella di tal dei tali rimontata e con le vignette tagliate?" e questa cosa mi fa pensare. Le storie di Corto sono forti e magari resisteranno a queste modifiche, ma è giusto farle passare per modifiche di Pratt?
Giacomo Nanni sostiene che il fumetto con la sua nascita e sviluppo intorno all'intrattenimento fa ancora fatica ad emanciparsi. Probabile.

Aggiornamento.
Alcuni sostengono che Storia di Astarte di Paz, basato soprattutto sui testi nelle didascalie, possa essere smontato vignetta per vignetta senza modifiche essenziali al racconto stesso. Provo a spiegare perché penso non sia vero partendo da pagina 3.

Vignette e pagina sono elementi essenziali che concorrono al ritmo di una storia a fumetti. Prendiamo pagina 3.
Il protagonista assieme al cane dialogano in vignette piccole alternate a vignette un pò più grandi dove scorre la storia in flashback. In fondo una vignetta ancora più grande (con l'arrivo a Sagunto di Annibale e Astarte) chiude la pagina. Tutto questo alternarsi di vignette di diverse dimensioni da il ritmo al respiro della storia. Se smembri le vignette e ingrandisci quelle più piccole mozzi quel respiro. Astarte si riesce a leggere lo stesso? Certo (per meriti delle caratteristiche della storia stessa e di Pazienza) ma adesso è cambiata, non ha più quell'equilibrio che l'autore le aveva dato.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.