Search

Content

Bevete più latte!


Leggendo le discussioni nei blog fumettistici nelle ultime settimane sono sempre più convinto della bontà dell'incontro a Lucca tra addetti ai lavori. La confusione regna sovrana non solo tra chi non legge fumetti (e qui gli esempi e le esperienze personali si fanno spesso esilaranti) ma anche tra gli appassionati e esordienti. Negli ultimi mesi ho ricevuto email di giovani che cercavano risposte. Mi chiedevano se era possibile riuscire a vivere facendo fumetti e spesso rimanevano delusi delle mie spiegazioni.
Diego Cajelli nel suo blog fa una proposta tra il serio e il faceto. Servirebbe una lobby, dice, che spinga (in maniera non diretta) il fumetto per farlo diventare "cool", come hanno fatto negli ultimi anni con il vino.
Ovviamente la sua è una provocazione. Le lobby non si propongono, si fanno quando ci sono grandi interessi da salvaguardare, di solito in maniera losca.
Però un fondo di buon senso la cosa ce l'ha. Sarebbe necessaria una coalizione di forze per una campagna veramente incisiva. Una cosa tipo quella che hanno fatto diversi paesi con il latte.
L'immagine in alto è tratta da una campagna russa che, nonostante le ovvie polemiche (smorzate in parte dal fatto che la fotografa è un donna) pare abbia funzionato bene.
Certo, per organizzare una cosa del genere ci vorrebbe un forte interlocutore (magari istituzionale) per coinvolgere un buon numero di editori nostrani che, si sa, sono in disaccordo su molte cose.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.