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La differenza tra editori e associazioni culturali

Eccomi di ritorno.
Torno velocemente sull'argomento pagamenti agli autori per dire la mia sull'ultimo "coming out" di Double Shot, associazione culturale senza scopo di lucro che pubblica fumetti come Interni (di Ausonia) e Don Zauker (dei Paguri).
Già tempo fa ,parlando con Ausonia venne fuori questa cosa della divisione dei ricavi 80/20 in favore degli autori (che però devono sostenere le spese di stampa) e la cosa mi fece una certa impressione. Giustamente se uno fa un rapido calcolo capisce subito quanto sia conveniente fare un fumetto con loro. Ma secondo me non si dovrebbe perdere di vista una cosa fondamentale. Double Shot e associazioni simili non sono case editrici, ma associazioni che non hanno scopo di lucro. E questo vuol dire che tutti quelli che vi lavorano (grafici, letteristi, traduttori, etc) non sono stipendiati (cioè non sono professionisti ma appassionati). Quindi quei dati sono viziati da questa cosa.
Una casa editrice invece DEVE pagare i propri collaboratori e i propri autori. E DEVE investire in promozione e cercare di crescere in modo da riuscire a pagare sempre più chi lavora con loro.
In definitiva la questione non è dividere meglio gli scarsi ricavi di un fumetto ma cercare di aumentare le vendite di quel fumetto. Questo è quello che mi aspetto da una casa editrice seria. Poi ben vengano le associazioni culturali. Ma il loro obiettivo non dovrebbe essere (penso) far concorrenza ai piccoli editori ne tanto meno cercare di essere una nuova Image che quando nacque certo non aveva pretese culturali.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.