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Cattelan e la censura nei fumetti

Per chi non avesse seguito le polemiche dei giorni scorsi faccio un riassunto.
Maurizio Cattelan è uno dei più importanti artisti contemporanei e grande provocatore, capace con le sue opere di creare emozioni molto contrastanti e quindi di far parlare di sè. Del resto come non amare uno che riesce a far piazzare questa statua di fronte a Piazza Affari!
Il Comune di Milano gli ha dedicato una mostra a Palazzo Reale che inaugurerà tra poco e l'artista aveva deciso di usare l'immagine di una sua nota scultura, Him (Hitler in ginocchio mentre sta pregando) per la campagna promozionale. Il Comune (complice la comunità ebraica) dopo alcune polemiche decide di ritirare tutti i manifesti. Qua maggiori informazioni.
Incredibile come a distanza di tanti anni quel volto sia ancora considerato tabù.
Ad ogni modo la censura continua ad essere forte in questo paese. Negli ultimi anni mi è successo di affrontare la questione censura sui miei fumetti.
Quando nel 2007 Guanda pubblicò Il vangelo del Coyote (scritto da Morozzi e disegnato da me e da Camuncoli) molti giornalisti che si erano fatti avanti per scrivere recensioni, dopo aver letto il fumetto decisero di non volerne parlare per via dell'eccessiva violenza dei personaggi.
Eppure Morozzi ha scritto quello che spesso scrive nei suoi libri (Blackout, il suo bestseller è anche più violento) e la violenza nel cinema, per fare un esempio, è da tempo sdoganata.
Probabilmente, penso, il problema sia da imputare a due fattori.
Il fumetto, soprattutto in Italia, è da sempre considerato come mezzo vicino a bambini e ragazzi, nonostante da anni il fumetto per bambini non esista quasi più.
Il fumetto, per le sue caratteristiche, riesce ad essere più efficace e quindi (in questo caso) più disturbante del cinema, nonostante quest'ultimo offra un'esperienza più realistica.
E questo è uno dei motivi che mi fa amare il fumetto.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.