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Il reportage a fumetti

Amo il lavoro di Joe Sacco da quando la (defunta) casa editrice Phoenix nel lontano 1998 pubblicò il suo Palestina (ristampato poco fa da Mondadori). Il fumetto è un mezzo veramente versatile e mi stupisco di quanto poco si sia osato, soprattutto in Italia. Perchè per esempio non esistano guide turistiche o saggi di giardinaggio. Il reportage a fumetti in Italia si limita alle (belle) cartoline di Internazionale e per questo aspetto con curiosità il libro di Igort (Quaderni Ucraini) che ho ordinato nella mia libreria di fiducia. Non mi sono mai confrontato con il reportage e il giornalismo ma spero in futuro di avere questa possibilità. Ci sarebbe tanto da raccontare.
Per il momento accontentiamoci di leggere gli statunitensi (oltre a Sacco si può seguire il blog di Bors che sta attraversando l'Afghanistan) e i francesi (da poco la notizia di un numero di Le Monde Diplomatique a fumetti).

Aggiornamento. Ho appena saputo dell'imminente pubblicazione da parte di Becco Giallo di questo stranissimo libro a base di foto ritoccate che sembra molto divertente. Vedete quanto è ricco e duttile questo mezzo? E quanto poco osiamo noi italici?

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.