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Lo stato del fumetto, senza vene polemiche

Anche il Roberto nazionale (parlo di Recchioni non di Benigni, eh) si butta nella mischia del dibattito pre-Lucca, dicendo che non parteciperà a quella tavola rotonda, secondo lui inutile.
Opinione ovviamente rispettabile ma non condivisibile. Secondo me, continuo a ripetere, piuttosto che continuarne a parlare nei propri orticelli virtuali farebbe bene a tutti noi (e forse anche al fumetto) guardarsi in faccia e discuterne. Già solo questo gesto, riunirsi assieme, secondo me è un bel passo avanti (speriamo il primo di altri) e avrà la sua utilità.
Invece sul suo post sulla inesistenza delle crisi del fumetto ho qualche dubbio.
Infatti direi che parte del mercato ha preso una direzione interessante con l'avvento dei romanzi a fumetto e negli ultimi anni sono apparse nuove case editrici (001, Tunué, Becco giallo, etc), e nuove collane di editori di varia. Per cui direi che mentre in quel settore c'è movimento (e secondo me a Lucca si parlerà proprio di una possibile regolamentazione di uno spazio giovane e quindi ancora molto caotico) la crisi si sente sempre più proprio sul mercato più popolare (in senso economico), quello da edicola. Sembra che il fumetto come intrattenimento sia destinato a scomparire (non solo in Italia, basti pensare al drastico calo dei manga in Giappone e dei supereroi in Usa) e questo dovrebbe impensierire non solo gli editori (che a Bonelli secondo me gli interessa fino a un certo punto) ma soprattutto chi come Roberto con quei fumetti ci vive.
Insomma, secondo me… un'occasione sprecata.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.