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CCCP, Quaderni Ucraini e tavoletta grafica

Appena finito di leggere il nuovo, bel libro di Igort. Un reportage disegnato sulla vita di alcuni reietti (ma non solo) ucraini negli ultimi decenni. Un libro delicato nei toni, nel segno e nel colore. Un libro che entra in punta di piedi nelle vite di queste persone.
Casualmente (ma qualcuno crede ancora nelle coincidenze?) sto ascoltando un album dei CCCP, i "fedeli alla linea" reggiani. E le parole di Ferretti (quel Ferretti, prima della conversione) scritte in un carattere minuscolo mi colpiscono:
"Il mondo moderno è convinto che la massima libertà possibile sia uguale alla massima creatività possibile. Sono assolutamente convinto del contrario. La massima creatività possibile viaggia entro regole le più rigide possibili. Tu devi vivere in una situazione che ti obbliga a tirare fuori solo quello che assolutamente deve venire fuori."
E mi sembra che questo valga per il libro di Igort.
Anche io cerco di darmi regole rigide.
Il mio metodo di lavoro prevede che durante i lunghi mesi di disegno di un libro dedichi un po' di tempo alla scrittura di un nuovo soggetto. E sottolineo soggetto perché come direbbe Boris, "un fumetto non si scrive prima e non si disegna dopo", ma si pensa nello stesso momento (anche se questo vale per l'idea e lo storyboard. Poi, concretamente, si disegna sempre dopo).
E questa fase per me è la più inebriante. Si accumulano idee, si fanno bozzetti, si legge molto e si ricerca per biblioteche, musei, librerie. Ogni volta che vedo un film o leggo un articolo o ascolto un brano, l'attenzione si sposta su qualcosa che potrebbe servire. Qualcosa da rubare e riutilizzare. Insomma in questa fase si è sempre convinti di stare facendo il più bel libro della nostra vita. Il problema è poi trasporre queste idee sulla carta, in parole e segni.

In alto un personaggio del nuovo viaggio che sto preparando.
Quest'anno bozzetti e disegni preparatori solo su tavoletta grafica.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.