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Alcune considerazioni su Lucca C&G


Ultime brevi considerazioni su Lucca.
Ormai questo festival è cresciuto tanto da diventato una vera e propria anomalia, che ben rappresenta l'anomala situazione di questo mercato.
Per noi autori è un'occasione per promuovere i nostri fumetti, ma non è possibile che ogni anno gli editori sfornino centinai di nuovi libri e albi per far cassa (penso al caso Planeta) che poi scompaiono per mancanza di spazio nelle fumetterie/librerie/edicole.
Quindi, cari editori, ma anche cari autori, forse è il momento di fermarsi e di chiedersi se è il caso di scrivere/disegnare/pubblicare meno e di aumentare le copie vendute concentrandoci su meno libri, cercando quindi di creare un circolo virtuoso (più promozione, più vendite, compensi migliori).
Non capisco nemmeno il partecipante al festival. Ho sentito poche proteste in giro per un biglietto esoso che offre troppo poco. 14 euro le posso capire a Angouleme. Ma a Lucca onestamente la proposta culturale/ludica è ancora scarsa e scarsamente organizzata.
Ma allora meglio il Comicon di Napoli che ha sempre puntato sugli ospiti e le mostre (con un costo di ingresso minore). Oppure il Bilbolbul di Bologna dove ci sono mostre e incontri di alto livello, tutti gratuiti (l'unico "costo" sono per le dediche, se non ricordo male.)
Probabilmente, e la cosa chiude il cerchio, molti vanno a Lucca per trovare fumetti che di solito non trovano nei posti dove dovrebbero trovarli. E allora è il momento di cominciare a capire cosa non funziona. Nel post precedente parlavo di internet. Ma non basta. Si devono trovare altri modi di distribuire. Altri canali. Penso alla (fu) Wildstorm che usò con successo le catene di negozi di videogiochi per alcuni loro fumetti.

Intanto vado avanti a pubblicare Sei baiocchi di pane e vino.
Se volete ricevere una delle vignette basta acquistare Il brigante Grossi e la sua miserabile banda sul sito Tunué.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.