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Giusti compensi. Una proposta

Vorrei tornare velocemente su questa questione.
Come dicono Susanna Raule e Rrobe sui loro blog, l'idea di un contratto base per tutti i fumettisti (in realtà dovrebbero essere due. Uno per i fumetti da edicola uno per quelli da libreria) è una delle cose positive che sono scaturite dalla tavola rotonda di Lucca. A questa ci aggiungerei la volontà di creare un'associazione. Entrambe verranno presto discusse online su una piattaforma comune. Tenete d'occhio questo blog (e quello di Claudio Stassi).
Però, leggendo l'ultimo post di Susanna vengono fuori delle riflessioni sul mercato e sui compensi degli autori e vorrei anticipare la mia opinione (che, spero, discuteremo meglio in futuro).
Come ormai tutti sanno gli autori da libreria spesso (quasi sempre) hanno tirature basse e vengono pagati in base a quelle. Il metodo di pagamento è quindi quello delle royalties esattamente come per i libri di varia. Susanna parla di quelli che lavorano gratuitamente. E magari senza contratto.
Ecco. Il contratto è giusto che ci sia. E, secondo me è giusto che ci sia un compenso minimo.
Un compenso minimo lo possiamo stabilire in base a quello che si paga nella maggior parte dei casi (anche all'estero), ovvero il fatidico 7/8% sulle vendite. Se una casa editrice paga questa cifra per avere nel suo catalogo un titolo estero, il minimo che possa fare è pagare allo stesso modo un autore che produce.
Quindi 7/8% sulle vendite e un anticipo sul 50% della tiratura sono, secondo me, le condizioni base per lavorare.
Poi ci sarebbe il discorso promozione (importante quanto quello sui compensi) e per quello ci vorrebbe un discorso a parte.
Questo il mio punto di vista. Poi il mercato è libero di regolamentarsi.
Però un editore che non paga gli autori che pubblica e non ha i mezzi per promuovere i propri libri è un editore amatoriale. Quello che qualche anno fa, prima dell'avvento dei computer che hanno facilitato l'accesso all'editoria, probabilmente avrebbe prodotto fanzines.
Forse, come dice Susanna, un autore di fronte a quelle condizioni dovrebbe considerare l'autoproduzione. Almeno in quel modo ci si diverte di più. :)

Segnalazione. Domenica pomeriggio parteciperò al Cesena Comics & Stories.

Il brigante Grossi e la sua miserabile banda

Michele Petrucci racconta la sua nuova pubblicazione incalzato dallo sceneggiatore Matteo Casali
Domenica 14 novembre, ore 16
Mascherpa Caffè, corso Garibaldi 26

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.