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Il mio fumetto più bello

Spesso capita che ti chiedano "Quale fumetto preferisci?".
In quel caso rispondo sempre "Quello che ancora devo fare".
Ed è vero, ma poi questo diventa un problema. Mi spiego.
In questo momento mi trovo nella fase migliore della creazione di un fumetto, almeno per me. Quella delle idee, del pensare il fumetto. Una fase per certi versi euforica dove tutto è teoricamente possibile e dove quello che ho in testa è sempre la storia perfetta con i personaggi perfetti. Solo al momento della realizzazione pratica mi devo scontrare con i miei limiti e spesso, quando le cose non vengono come dovrebbero, arrivano fasi alterne di umore. Non so se è così per gli altri autori.
Comunque cerco sempre di approfittare di questo momento positivo cercando di essere il più ricettivo possibile, appuntando ogni idea, anche la più assurda. Per questo sto mettendo in cantiere progetti diversi, idee per racconti, libri illustrati e romanzi a fumetti. Idee che spesso rimarranno ferme per mesi, per anni prima di essere riprese in mano.
Ad ogni modo ho postato i primissimi studi per nuovi personaggi. Tutti rigorosamente fatti con l'ausilio della tavoletta grafica.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.