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Voio Zombi!


Ancora vignette di Sei baiocchi di pane e vino.

Oggi voglio fare promozione ad una delle serie a fumetti più interessanti degli ultimi anni.
Trattasi di The Walking Dead scritta da Robert Kirkman e pubblicata in Italia da saldaPress.
Dopo il lancio della serie televisiva sulla Fox il fumetto, che era già un successo, sta scalando le classifiche e vi consiglio di cercare i volumi nelle fumetterie e librerie.
Chi volesse vedere la prima puntata del serial (gratuitamente), clicchi qua.

Infine una recensione del mio nuovo libro dal sito di ItalNews a firma di Ruffino Renato Umberto.

Uno dei fenomeni più importanti della storia d’Italia, in particolare nel periodo della seconda metà del 1800, è stato il brigantaggio. In questo periodo gruppi di fuorilegge, che non accettavano il passaggio dallo stato Pontificio a quello dei Savoia, si opponevano con violenza all’annessione. Il fumetto di cui stiamo per parlare, si intitola il brigante Grossi e la sua miserabile banda, ed è scritto e disegnato da Michele Petrucci. La storia narrata in questo volume, vede protagonista il Grossi, capo di una banda di briganti che imperversa nel territorio marchigiano. Con la sua banda, il Grossi, vaga per il centro-sud Italia, cercando di portare scompiglio, ed alimentare il clima di incertezza che durante il periodo era tangibile soprattutto nelle zone agricole. Quello della banda sarà un viaggio duro, pieno di eventi drammatici, e con un epilogo dal gusto amaro.
Il libro di Petrucci, tutto a colori, si caratterizza per lo stile, sempre elegante e personale.
La scelta di realizzare il volume a colori, valorizza i disegni, inoltre attraverso i colori degli ambienti si riesce a percepire il passaggio delle stagioni, lo scorrere del tempo, insomma in questo caso la scelta dell’autore di usare il colore riesce nella difficile impresa di scandire il tempo attraverso le immagini. Nella realizzazione grafica dei personaggi, si nota un attento lavoro di documentazione storica, cosa che rende ancora più pregiato il lavoro di Petrucci.
Sotto l’aspetto editoriale, il lavoro fatto dalla casa editrice Tunuè, è come sempre ottimo. Buona carta, che riesce a rendere ottimamente l’uso dei colori (addirittura all’interno ci vengono elencati tutti i materiali usati per la realizzazione del libro), una bella copertina, che per la cronaca se fosse stata cartonata sarebbe stata perfetta.
Concludendo, l’ennesima ottima prova da parte dell’autore Michele Petrucci, che dopo l’ottimo Metauro, torna nelle librerie e nelle fumetterie con un libro bello, maturo, e che ci racconta un periodo buio della storia d’Italia, che troppo spesso viene sottostimato, e addirittura, per alcuni ha assunto quasi un’aurea leggendaria e non storica.
Un volume questo che consiglio a tutti, agli amanti del bel fumetto, della storia, e magari anche a chi volesse imparare qualcosa di più su questo periodo storico.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.