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Progettare un libro (pensando a Mattotti)


Quando ho un'idea per una storia di solito scrivo poche righe e poi le lascio in una cartellina del mio Mac per molti mesi prima di rileggerle. Se dopo un anno o due l'idea è ancora valida decido di lavorarci per farla diventare un soggetto vero e proprio. Mai farsi prendere dall'entusiasmo per quella che ci sembra una buona idea. Quell'entusiasmo che spesso ci da l'energia per lavorare su una storia per giorni e notti è lo stesso che non ci fa vedere i limiti della stessa.
Durante le feste ho avuto un po' più di tempo per pensare a diversi progetti. Alcuni li ho "depositati", altri, più vecchi, li ho ripresi e presto ve ne parlerò in maniera più precisa. Ma soprattutto ho lavorato sul libro illustrato di Conrad.
Essendo il mio primo libro illustrato ogni passo è una novità e come mi capita sempre quando mi trovo in difficoltà mi sono messo a guardare il lavoro di Lorenzo Mattotti (il sito purtroppo non è aggiornato da tempo), da sempre un punto di riferimento. Ho guardato soprattutto il suo Purgatorio di Dante, uno dei libri più ispirati e all'adattamento a fumetti Jekyll e Hyde. Poi ho cercato un libro fotografico che desse una coerenza a tutti i disegni. E ho trovato Karenni, un libro su una popolazione in lotta (dal 1948!) con la Birmania per l'indipendenza. Non siamo nell'Africa del Cuore di tenebra di Conrad ma più dalle parti di Apocalipse Now di Coppola.
Nelle prossime settimane inizierò a postare una serie di studi per le illustrazioni del libro. Quella in alto è la prima che ho presentato all'editore.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.