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Riflessioni su Messaggerie

Leggo dell'entrata nel gioco della distribuzione nelle fumetterie di Messaggerie, un grosso distributore di librerie di varia. La novità, se confermata, dovrebbe essere quella di usare il sistema delle rese.
Detta in due parole. Adesso le fumetterie comprano i fumetti che venderanno (se riusciranno) nei loro negozi. Con Messaggerie potrebbero avere diritto di resa, cioè rimandare indietro le copie invendute (e quindi pagare solo quelle vendute).
Nel forum di Comicus qualcuno dice che questo potrebbe danneggiare i piccoli editori.
Vi parlo della mia esperienza.
Nel 1999 autoprodussi (assieme a Innocent Victim) il mio primo fumetto, Keires.
Le fumetterie ordinarono subito circa 250 copie.
Nel 2008 il primo ordine (di solito il più importante) per Metauro fu di 100 copie.
Quest'anno le fumetterie hanno ordinato poche decine di copie de Il brigante Grossi e la sua miserabile banda, il mio ultimo libro a fumetti.
Negli anni le fumetterie hanno diminuito lo spazio dedicato ai medio piccoli editori dedicandolo a manga e americani (la lotta tra Panini e Planeta non ha certo migliorato la situazione). E questi editori stanno sempre più muovendosi verso le librerie di varia. Quindi mi sembra che peggio non si potrà fare. Se l'editore (e mi ricollego al post precedente) e l'autore faranno un buon lavoro di cura editoriale e di promozione, non potranno che avere vantaggi dal meccanismo delle rese.

Aggiungo una postilla anche questa volta, per chiarire la cosa.
Con il tempo i miei libri vendono di più. Solo che non vendono più nelle fumetterie.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.