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Riflessioni sul brigante Grossi

A un paio di mesi dalla pubblicazione posso fare qualche considerazione sul mio libro. Un libro, devo ammettere, più difficile del solito per il lettore (a causa delle atmosfere rarefatte, dei pochi dialoghi, della difficile collocazione storica). Un libro quindi destinato a destare pareri differenti e netti tra chi lo ha amato e a chi non ha convinto. Ma la storia che avevo in mente doveva necessariamente essere raccontata in questo modo, aveva bisogno di quei silenzi e non poteva essere una variazione di Metauro. L'unico mio rammarico è che speravo che la storia di questi ultimi potesse essere goduta appieno anche senza un'adeguata introduzione storica ma probabilmente ancora non sono abbastanza bravo.
Intanto segnalo queste righe su Panorama.it di un paio di settimane fa.
L'articolista, Martino De Mori scrive:
Una graphic novel su brigantaggio e le gesta di Terenzio Grossi, fuorilegge al soldo dei Savoia che passa poi dall’altra parte, a sostenere il malcontento del popolo che si sente tradito dal nuovo stato. Tratto realistico e a colori e personaggi ben delineati per una storia esemplare ambientata nelle Marche; una storia disperata in cui il destino crudele non potrà essere ribaltato.
Grazie… anche se… che c'entra con il mio libro Gianluca Aicardi? :)

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.