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Carta per acquerello. Ancora una prova.


Ho ascoltato tutti i vostri pareri, sia qua sul blog che quelli arrivati tramite posta.
Devo dire che ero orientato verso quella più classica, più adatta a tenere i colori. Poi ho fatto un'altra prova e ho cambiato idea. Il problema è che proprio non mi ci trovo con le matite e con il pennarello che su questa carta (anche questa volta, quella a sinistra) non scorrono come vorrei, limitando la freschezza del segno.
L'effetto finale non sarà per il colore qualitativamente eccellente ma è anche vero che la mia tecnica non è una tecnica classica. Che dite?

P.s. Per quelli che mi seguono tramite Facebook. La fan page non la gestisco personalmente e non essendo iscritto non posso rispondere (a volte rispondo tramite Stefano), quindi se volete dire la vostra, fatelo qua. :)

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.