martedì 15 febbraio 2011

Il fumetto e la musica

In questo periodo di promozione, durante le interviste spesso mi chiedono se ascolto musica mentre disegno e quale. Apparentemente quella che sembra una domanda banale rivela più di un aspetto interessante.
Il fumetto è da sempre considerato un parente stretto del cinema con il quale condivide molte cose (a partire dal montaggio) e molte differenze. Una di queste è proprio la mancanza di suoni. La musica nei film è un elemento fondamentale, spesso più dei dialoghi. Provate a pensare ad una scena capolavoro del cinema. Chessò, pensate a Kubrick e al suo 2001, odissea nello spazio o ai film di Sergio Leone. La musica accompagnata alle immagini penetra nelle menti degli spettatori a livelli non raggiungibili con un semplice scambio di battute.
Il fumetto ha elementi riconducibili alla musica. Penso per esempio al ritmo. Ma è un mezzo muto, esattamente come la letteratura e deve fare i conti con questo.
Tutto questo per dire che quando scrivo, quando penso ad un fumetto, ho bisogno di silenzio. All'inizio ascoltavo musica, creavo una vera e propria colonna sonora. Ma poi, rileggendo quello che avevo scritto mi sono accorto che quella musica in qualche maniera era necessaria alla storia e, ovviamente, quella musica non sarebbe arrivata al lettore.
Da allora relego il piacere dell'ascolto di buona musica solo nelle fasi più esecutive del mio lavoro.

5 commenti:

davide garota ha detto...

interessante la riflessione che fai sulla musica, anche io la lascio per le fasi più esecutive e normalmente qundo ho bisogno di scrivere e riflettere lo faccio in silenzio.
L'ultima illustrazione che hai postato è stupenda. Ha una composizione magnifica e l'ampia stanza accentua la piccola dama di fronte al pianoforte.Secondo me il consiglio del bravissimo Stassi potrebbe compromettere la composizione tutta giocata sull'equilibrio tra linee verticali ed orizzontali. Ma è solo il mio punto di vista. Io invece mi permetto di chiederti cosa fa la dama con la sua mano destra? La appoggia al piano? perchè lei è dritta e non ha bisogno di sostegno ...magari incurvandola un pò , facendole ben appoggiare la mano sul piano , come se avesse bisogno di un sostegno per non cadere e lasciandole la mano sinistra sul volto si dovrebbe accentuare la tragicità della scena. Ma questa è solo la mia idea ... Trovo le tue illustrazioni molto valide e siccome di Conrad ho letto soltanto "Linea d'ombra" e l'ho trovato magnifico penso che quando uscirà il libro con le tue illustrazioni lo comprerò.

michele petrucci ha detto...

Ciao Davide, riguardando il disegno devo dire che non hai tutti i torti. Dovrò trovare un modo per rendere verosimile quella posa.

Luca Russo ha detto...

Anche per me è lo stesso! Quando immagino una sequenza ho bisogno del silenzio mentre quando eseguo (disegno, coloro) allora ascolto ogni tipo di musica. Però in questa fase la musica mi occorre come colonna sonora per immedesimarmi nella scena: scene riflessive chiamano musica più distesa, scene d'azione musica più "robusta" e così via...

michele petrucci ha detto...

Certo. Poi c'è un'altra considerazione. La musica offre spunti interessanti per dei soggetti. Oppure stimolare a livello di ritmo o emozione. Bisogno solo stare attenti a non lasciarsi prendere e ricordare che il lettore con tutta probabilità avrà in testa altre suggestioni.

michele petrucci ha detto...
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