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Lettera di Roberto Innocenti alla Biennale

Dal blog di Prìncipi & Princípi, copioincollo la lettera che Roberto Innocenti, uno dei più conosciuti e bravi illustratori italiani ha mandato alla Biennale di Venezia (che quest'anno ha affidato la cura del padiglione italiano a Sgarbi).

Gentili Sigg.
Mi scuso e ringrazio per l'invito ad una così importante Esposizione d'Arte , ma ci ho ripensato.
Non credo che l'Italia abbia bisogno di me per essere rappresentata, e io mi sentirei come un gatto ad una esposizione canina, o viceversa.
Se la mia vita dipendesse da questo Stato che ufficialmente mi invita, il mio recapito sarebbe c/o Stazione Centrale. È all'Estero che ho trovato casualmente e fortunatamente la dignità del lavoro, il rispetto e l'apprezzameto per la qualità e l'impegno, e la condizione più importante per pensare e produrre: la Libertà.
In attesa che questo pittoresco Paese si decida ad attuare e rispettare i Principi e Diritti della sua Splendida Costituzione, distintamente saluto e ringrazio.

Roberto Innocenti, illustratore

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.