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Makkox e l'autoproduzione

Makkox è un fumettista e vignettista talentuoso che, tra le altre cose, pubblica quotidianamente vignette per Il Post e collabora con Coniglio editore.
Ultimamente ci sono state due notizie che mi hanno colpito.
L'uscita in edicola di un periodico a fumetti, Il Canemucco, quasi interamente scritto e disegnato da Makkox. Belle storie ma fiasco commerciale (25000 copie stampate, 4000 vendute).
La pubblicazione di un albetto interamente autoprodotto e venduto via web, dal titolo Ladolescenza. Albetto stampato in 1000 copie e esaurito in poche settimane.
Pare che la cosa abbia prodotto un guadagno molto alto, pari a quello (eventualmente) generato da circa 10000 copie dello stesso libro venduto tramite un editore tradizionale.
Questo ha (ri)scatenato dibattiti sull'utilità di un editore in Italia.
Secondo me l'autoproduzione è una cosa bella, una cosa sana in un sistema editoriale sano (in Francia o in Giappone l'autoproduzione è ricca e abbondante) ma non è alternativa a un editore che ha molti ruoli difficilmente rimpiazzabili.
1 Filtra l'enorme mole di manoscritti che circolano.
2 Segue e assiste l'autore.
3 Cura il libro come oggetto, dalla grafica alla cartotecnica.
4 Vende il libro utilizzando più canali distributivi possibili.
5 Promuove il libro per farlo conoscere.

D'altro canto l'autoproduzione è anarchica, senza regole, più imprevedibile nei contenuti e nella forma, quindi segue altre regole.

Ma voglio spendere due parole anche sulla questione economica. Ovvero perché un autore conosciuto dovrebbe autoprodursi piuttosto che affidarsi ad un editore.
Sicuramente è una strada che può affascinare. E i risultati ottenuti da Makkox indurranno molti a tentare. Attenzione, però. Ci sono alcuni aspetti da prendere in considerazione.
1 (il più importante) Devi avere un grosso pubblico, soprattutto sul web. Makkox è conosciuto anche perché disegna tantissimo e condivide da anni il suo lavoro con i suoi lettori.
2 Devi avere competenze grafiche (e tempo) per impaginare, letterare, mandare in tipografia.
3 Devi sbatterti per vendere. Ovvero prendere stand alle fiere (che costa tempo, soldi e fatica) oppure fare centinaia di spedizioni, seguirle. Scrivere centinaia di email.

Infine un'ultima considerazione. L'autoproduzione è un mezzo per raggiungere pochi lettori. Magari a qualcuno andrà bene così ma se invece ti interessa farti leggere da un numero sempre maggiore di persone non puoi che lavorare con un editore che, potenzialmente, arriva in tutte le fumetterie e librerie.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.