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Rimini

Venerdi scorso ho partecipato ad una tavola rotonda sul rapporto tra fumetto e storia al Museo della Città di Rimini. Assieme a me Stefano Tisselli (collaborato di Magnus e autore tra le atre cose di Occhi di Lupo) e una nutrita compagnia di storici tra cui Giovanni Brizzi (Prof di storia romana all'università di Bologna e autore di saggi come Annibale, come un'autobiografia).
Ovviamente un argomento molto (troppo) ampio da affrontare e in ora e mezza abbiamo solo scalfito l'argomento. Comunque erano tutti d'accordo sul fatto che il miglior modo per raccontare la storia con il fumetto fosse quello di "romanzarlo". Io invece non la penso così. Il fumetto è un mezzo come gli altri, quindi si può utilizzare anche come strumento didattico esattamente come con il cinema puoi raccontare la storia sia con un film che con un documentario e con la narrativa con un romanzo o con un saggio.
Che poi cose come Storia d'Italia di Enzo Biagi non siano riuscite è un altro discorso.

Sulla Fan Page di Facebook (che trovate nella colonna a sinistra) trovate alcune foto.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.