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Io le pago, un libro di Chester Brown

Ero indeciso se scrivere o meno queste righe perché di solito non mi piace approfondire pubblicamente le letture fatte. Non ho i mezzi e ci sono tante persone più brave di me. Ma farò un'eccezione parlando di Io le pago, di Chester Brown che ritengo uno di quei grandi fumettisti che hanno cambiato il volto dei fumetti e la loro considerazione nel mondo. In Io le pago Brown racconta del suo rapporto con il sesso e in generale con le donne, proseguendo quel discorso intrapreso con The playboy (sulla masturbazione) e con I never like you (sui primi rapporti con le ragazze). Qua si parla del sesso a pagamento, che l'autore, dopo aver definitivamente chiuso con i normali rapporti di coppia, comincia a praticare.
Ecco, Brown è bravissimo come al solito nel raccontare la sua vita, spogliandola di ogni espediente narrativo, ma non mi ha convinto affatto invece tutto il corposo apparato d'appendice, dove difende appassionatamente la prostituzione invitando il lettore a prendere una posizione. Quello mi è sembrato un passo falso, che porta una bella storia al livello di un inutile pamplet.
Se lo leggerete (e vi invito a farlo) fatemi sapere cosa ne pensate.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.