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Lucca 2011, la Self Area


Ultimo posto su Lucca 2011 dedicato alla Self Area.
Ho iniziato la mia carriera di autore di fumetti con un libro autoprodotto e come scritto più volte, la ritengo una delle cose più divertenti da fare, soprattutto se sei un aspirante fumettista. Da anni autoprodursi è diventato semplice e spesso la qualità è salita a tal punto da superare quella di produzioni tradizionali. Nell'area dedicata all'autoproduzione anche quest'anno c'erano realtà molto interessanti. Una di queste, Teiera dell'amica Giulia Sagramola (assieme a Cristina Spanò) fa cose molto belle. Quest'anno poi hanno realizzato una piccola antologia bicromatica eccellente. A partire dalla carta usata, dal numero di autori (italiani e stranieri) di alto livello coinvolti e dalla cura editoriale. Si chiama Ten steps until nothing e la consiglio a tutti.
Invece rimane il fatto che questo spazio a Lucca debba ancora crescere. Per esempio non è chiaro perché molte autoproduzioni (come quella degli amici di Michael Kane Studio) siano state ospitate nello spazio editori.
Mi piacerebbe tornare ad autoprodurmi qualcosa. Appena avrò un po' di tempo ci penserò seriamente.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.