martedì 13 dicembre 2011

Ancora sui gladiatori

Ancora disegni preparatori per un racconto che ha per protagonista un gladiatore. Ancora stili differenti (ma neanche tanto). Questi sono gladiatori "tradizionali", cioè riguardano il periodo d'oro dei giochi gladiatori, l'età imperiale, soprattutto durante il primo secolo d.C.
Invece in questo momento mi sto concentrando su un periodo particolare, del quale purtroppo abbiamo pochissime fonti iconografiche.

5 interventi:

GiovanniMarchese ha detto...

mmmm... mi incuriosisce quest'altra tua incursione nel passato. Idea gagliarda questa dei gladiatori. Belli questi disegni! Come documentazione immagino avrai visto Spartacus di Kubrick (in genere nei suoi film è molto accurata e fedele l'ambientazione), tra l'altro c'è pure una serie televisiva omonima (in onda credo proprio in questi giorni su Sky, se non erro). Poi immagino che nell'ambito archeologico si troverà qualcosa, forse. Cmq, in bocca al lupo!

michele petrucci ha detto...

Sì sì, visto Spartacus e vista la serie per intero (prequel compreso). Ma siamo nel primo secolo a.C. mentre a me servirebbe un periodo più recente… intorno al quarto secolo d.C.
Ad ogni modo ho già contattato un studioso di storia romana (di cui avevo letto un bel saggio) che mi ha dato qualche consiglio. :)

CREPASCOLO ha detto...

Bellissimi disegni, ma perchè Claudio Bisio nel primo sketch e Ben Kingsley nel secondo? Gandhi nell'arena ? Iconoclasta come il Primo Carnera stilista gay di Scozzari !
Ti confesso che quella cosa delle cocce lustre sulle spalle dei guerrieri non mi ha mai convinto del tutto. Sabato scorso ero in una bottega di barbiere di piazza Tito Minniti a Milano - uno di quei posti dove poco ci manca ti regalino un calendarietto profumato con le Betty Page nostrabe - e, mentre ripristinava il mio look da Mastro Lindo
( Crepascolino dice che sono Megamind rosa ) , il professionista mi spiegava che ora si usa '' prima una saponata e poi l'olio d'oliva perchè c'è la moda della testa lucida ''. Oggi. In quei gg non so. Ho letto in un romanzo di JD Carr che alcuni fighters di strada nella Londra di Jack the Ripper avevano preso a raparsi per impedire all'avversario di tirare i capelli ( un lottatore famoso aveva perso un incontro a causa della sua chioma lussureggiante ).
L'alopecia è diffusa ( circa un terzo degli over 40 in parecchi paesi ) nel 21mo secolo dello stress, dello junk food e del fascino di Zingaretti. Ai tempi di Spartacus probabilmente tutti avevano la chioma di Geo Michael nel video di Careless Whisper. Anche i cesari. Davvero credi a quella storia di Giulio Cesare con la chierica ? Forse i busti in marmo erano l'equivalente delle caricature di Mannelli.
Aggiungi i codini di Pippi Calzelunghe ai tuoi disegni - ho già detto che mi piacciono tantissimo ? - e qualche critico multimediale ricorderà l'episodio in cui la stramaledetta ragazzina è al circo e mette al tappeto il forzuto del posto senza spettinarsi !

michele petrucci ha detto...

grazie…
Prob i gladiatori così come i soldati portavano i capelli corti per questioni pratiche…:)

CREPASCOLO ha detto...

Una idea x un fumetto che combini i reportages dal Vietnam della Fallaci ed il mondo delle fiabe: soldati e gladiatori si rapano a zero e fanno confezionare parrucche sotto le quali scrivono in latino nome, grado e a chi far recapitare la salma in caso e se.
Il nemico cattura il centurione Claudius Zelus Bixius e lo imprigiona nella torre di una fortezza perchè riveli dove è stato nascosto un inedito di Goscinny et Uderzo. CZB prega i suoi dei e, dopo il crepuscolo, sulla sua coccia pelata cresce rapidissima una chioma lussureggiante di capelli forti come l'acciaio. In un attimo il prigioniero ha divelto le sbarre e si è calato nelle stalle. Poco dopo è libero. E bello, come in una vecchia pubblicità x uno shampoo.