venerdì 23 dicembre 2011

Lettering per il gladiatore


Come promesso ecco una prova di lettering fatta con il font che ho creato a partire dalla mia calligrafia. Per renderlo più realistico possibile ho creato due serie differenti di consonanti e poi le ho cambiate manualmente nelle doppie. Ancora mi sembra un po' troppo regolare, farò qualche modifica. Ma voglio vedere come sulla tavola finita. Il disegno è una vignetta tratta da uno storyboard che ho realizzato recentemente. 

P.S. Ma a voi piace la nuova grafica di Blogger?

5 interventi:

LUIGI BICCO ha detto...

Carino. Forse un po' troppo regolare, come dici anche tu. Ti consiglio di fare attenzione alle spaziature delle "i" (ora sembrano pericolosamente vicine alle altre lettere) e magari, sembrerà una sciocchezza, lo so, ma se provi a diminuire anche l'interlinea (ma di poco), forse farebbe un altro effetto.

In ogni caso, non ti invidio. Quando ho fatto prove del genere con un font, ci ho perso l'anima :)

Blogger ha cambiato grafica? Intendi le pagine dei profili?

michele petrucci ha detto...

Vero vero… devo sistemare le spaziature. E l'interlinea in effetti va leggermente ridotta. Sistemerò…
Per Blogger, sì, i profili…

CREPASCOLO ha detto...

Capisco il problema: Aurelio Scaro non era un liberto, ma un nomade apolide - gli storici non sono riusciti a ripercorrerne le orme che il ns ha mascherato abilmente - che , probabilmente, era arrivato a Roma sotto un altro nome e vivacchiava decorando e consegnando anfore prodotte
in una delle prime cooperative di ex schiavi. Diventa l'amante della sposa di un cliente -Aurelio Scaro - che stava terminando di dilapidare la fortuna paterna al gioco e con altre donne. Quando Scaro muore - stroncato dagli stravizi secondo una lezione o da un infarto per il gran ridere quando, tornato a casa all' improvviso, scopre Scaro che si nasconde in un'enorme urna votiva dalla quale non riesce + a uscire secondo altri commentatori ( concetto che è stato rielaborato nel noto racconto La Giara ndr )la fedifraga propone di nascondere la salma e di partire per la Tracia dove far perdere le tracce, appunto, e tornare a Roma solo quando nessuno ricordi quell'alcolizzato sottaniere del caro estinto.
I due così fanno e, anni dopo,
'' Aurelio '' è di nuovo nella città eterna dove apre la Prima Scuola per Corrispondenza di Arti Gladiatorie detta anche Radio Elettra perchè il radio è uno dei primi ossi che si rompono seguendo i precetti dei docenti affidati alle epistole imperiali e perchè si bisbigliava che Aurelia '' Lia '' Scaro , la figlia di primo letto della signora Scaro, avesse un debole per il patrigno/padre per il mondo.

Capisco che i caratteri debbano trasmettere l'oscillazione di un uomo che passa la sua vita in fuga appiccicato a nomi non suoi
( molto bene le elle che non sono sorelle delle i e che non oscillano al vento della novità ), ma ti ricordo che, quando ''Scaro '' parla, deve esser palpabile la sua tensione affinchè nessuno metta in dubbio quanto sta succedendo.

David Niven parlava un tedesco idiomatico e senza inflessioni inglesi: durante WWII e sotto mentite spoglie l'attore riuscì a passare in rassegna una parata di soldati germanici senza che qualcuno sospettasse che quel colonnello dall'occhio limpido fosse l'attore di Raffles. E' in quella direzione che devi lavorare. Riguarda '' I Cannoni di Navarone ''. A Natale è facile che Raidue lo usi come digestivo. Buone Feste.

michele petrucci ha detto...

Sapevo che troppi dialoghi avrebbero innescato Crepascolo…:)

davide garota ha detto...

IO aggiungo un dialogo solo con l'unico intento di innescare una nuova reazione crepascoliana.
Di questi tempi la sua astrusa logorrea mi diletta, al contrario del mare magnum di cavolate che si incontrano ovunque, le sue (cavolate)sono molto ben elaborate.
Mi chiedo chi si celi dietro questo pseudonimo...Un Bansky dei blog.
Un grande.
Inimitabile.
Oserei definirlo geniale, se non fosse che questo aggettivo è inflazionato e la mia opinione completamente sconnessa e, in definitiva, insignificante.
Credo che ci sia qualcun'altro che si diverte a commentare i post dei blog in inglese, ma lascia commenti completamente scemi, come quei cretini che si divertono a farsi riprendere dietro i giornalisti e i politici che passano ai telegiornali. Niente a che vedere con le affezionate virtuosistiche incursioni di Crepascolo.
Comunque tanto per commentare anche il tuo lavoro, il segno a matita del tuo storyboard, così lucido e pulito è molto funzionale (e rapido, poiché evita l'inchiostrazione)e pure bello vivace.