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Gipi e sul disegnare con la tavoletta grafica

Ho visto questa bella intervista a Gipi, su Wired.it.
Mi ha colpito molto il suo punto di vista sul disegnare con la tavoletta grafica. Probabilmente mi ha colpito perché è la sensazione che ho avuto anche io quando ho provato a usarla. Il disegno su carta ha i suoi limiti, non puoi sbagliare, hai poche possibilità di intervenire per correggere. Ma proprio questo limite è uno dei suoi punti di forza mentre le infinite possibilità di correzione del digitale a me danno solo problemi. Questo ha a che fare con la visione che ognuno di noi ha del mondo e del disegno. Probabilmente la mia è una visione ancora analogica. :)

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.