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Librerie a Kmzero

Riprendo una notizia apparsa su la Repubblica di ieri e che sta facendo già discutere in rete.
L'apertura a Milano di una grande libreria per soli piccoli editori, possibilmente della zona. La cosa che ha scatenato il dibattito è l'impegno per i primi 30 per gli editori di pagare 800 euro a metro di scaffale, cioè quindi dividere il rischio d'impresa con il libraio (non si capisce se in cambio di qlc). La libreria si dice soddisfatta degli 82 editori che hanno già aderito e proclama le future aperture di punti vendita a Roma e Bologna.
Personalmente ho diversi dubbi in merito all'operazione ma mi chiedevo se nel mondo delle librerie a fumetti fosse possibile una cosa del genere visto l'alto numero di piccoli editori.
E gli editori sarebbero d'accordo?

P.S. Visto che siamo in tema segnalo la recente apertura di una piccola libreria dedicata alle autoproduzioni a fumetto a Bologna, Inuit. In bocca al lupo!

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.