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Parigi, Mattotti e Rodin





Cosa ho fatto a Parigi nei giorni scorsi? Presto detto. Ho camminato con la mia famiglia per ore ringraziando la fortuna per il tempo clemente. Ho mangiato zuppe calde e croque madame. E ho visitato due mostre molto belle. Venezia, scavando nell'acqua di Lorenzo Mattotti, di cui vi avevo già parlato. Bianchi e neri sporchi, su carta porosa e ecoline dai toni vibranti. Ho avuto il piacere di fare anche una chiacchierata con Lorenzo nel suo atelier non molto lontano dalla galleria. Uno spazio luminoso dai soffitti alti, pieno di colori, tele e disegni a pennino appiccicati alle pareti.
Proprio Mattotti mi ha consigliato la mostra dei disegni di Auguste Rodin, al museo Rodin, definendo i suoi ritratti dal vivo "leggeri". E pensando a questo termine mi sono venute in mente le parole di Raffaele La Capria che nel suo Esercizi superficiali spiega che lo scrittore deve nascondere la fatica e il lavoro in profondità ed essere leggero ed elegante in superficie. Come un'anatra che nuota in un lago.
Le foto sono di mia moglie Lara.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.