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La tensione che sta sulla carta



Altri disegni tratti dal mio sketchbook.
Ieri sul Corriere della Sera ho letto un bell'articolo su Fabian Negrin, uno dei pochissimi (lui sostieni in Italia siano non più di una dozzina) illustratori di libri per ragazzi che vive solo dei propri libri.
Una frase sul disegnare in digitale mi ha colpito. Il fatto di poter cancellare toglie la tensione che c'è nel disegnare su carta (dove spesso, se sbagli devi ricominciare da capo) e questo rende il risultato meno bello. Lo trovo vero ma non del tutto. Immagino che se inizi a disegnare fin da giovanissimo con la penna grafica tutto cambi. Bastien Vives per esempio riesce sempre ad essere molto immediato e il disegno sempre fresco e vero.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.