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Salone del libro di Torino Vs Festival del fumetto di Lucca



Erano 3 anni che mancavo a questo appuntamento e devo dire che l'ho trovato decisamente migliorato. Il Lingotto è uno spazio enorme e organizzato e dal punto di vista architettonico ha un fascino particolare. La metropolitana, nuovissima, collega in pochi minuti la fiera con il centro. E poi c'è Eataly a pochi passi.
Per i pochi che ancora non la conoscessero dirò che Eataly è un posto dove si da importanza alla qualità del cibo. Al suo interno ci sono tanti piccoli ristoranti dove mangiare ad altissimi livelli spendendo un cifra bassa. Capita spesso di incontrarci ospiti importanti del Salone.
Quest'anno i dati parlano di circa 318000 visitatori, circa il 5% in più rispetto all'anno scorso. Tantissimi stand e un'attenzione particolare ai piccoli editori. Sembra che, tra le altri cose, il prossim'anno ci sarà un incentivo di 1000 euro per i piccoli standisti da parte della Regione Piemonte.
Ma la cosa che mi ha colpito è stata la grande presenza dei bambini. Infatti gli ingressi delle scuole sono cresciuti del 150%!
A Lucca dovrebbero imparare questa lezione.
Mi sono meravigliato del grande spazio dedicato al digitale. Grandi stand di Ibs, Amazon e Sony con vendite di centinaia di lettori di book. Non male per una fetta di mercato ancora piuttosto piccola (1-2% contro il 25% degli Usa). Curiosa la promozione di Book Repubblic, che regalava buoni per scaricare 10 book gratuitamente dentro buste trasparenti gonfiate e sigillate, con lo slogan "Gli book non occupano spazio… ma fanno volume!".
Poi gli ospiti e gli incontri. Al Salone di Torino i libri e i loro autori sono gli assoluti protagonisti. Gli incontri sono stati un migliaio e quelli più importanti sempre seguitissimi (70000 presenti in totale).
A Lucca e nelle altre fiere di fumetti gli incontri vanno spesso deserti.
Ed ora passiamo alle vendite.
Che sono leggermente migliorate (e di questi tempi è già un successo) ma che in generale non sono altissime. Per dire, il più venduto in Feltrinelli è stato Baricco (400 copie) e alla Voland quello di Amélie Northomb (100 copie). Anche per Tunué è stata l'edizione migliore (+ 40% rispetto allo scorso anno) e Hellzarockin' ha venduto quasi 40 copie.
A Lucca nonostante i visitatori siano la metà come numero, le vendite sono più alte (il mio ultimo libro, per esempio, ha raggiunto le 100 copie).
Insomma, il festival di Lucca, il principale per grandezza e visitatori, è ancora troppo sbilanciato sul lato vendite a sfavore di incontri, autori, scuole.
Ultima nota, gli editori di fumetti. Non molti (ma pochi mesi prima c'è una fiera dedicata al fumetto). Tunué, Bao, 001, Coconino e Becco Giallo (ma forse ho dimenticato qualcuno). Queste ultime due sotto lo stesso grande ombrello di Fandango.
E sentire che i libri più venduti di tutto il gruppo sono stati due libri a fumetti (Sweet Salgari di Paolo Bacilieri e Adriano Olivetti di Peroni-Cecchetti) è una bella soddisfazione per chi, come me, crede fortemente in questo mezzo espressivo.

Qua il resoconto completo, sul sito ufficiale del Salone.
Qua le foto che ho scattato.

Vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori), I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango) e Messner. La montagna, il vuoto, la fenice (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda e Mondadori) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Collaboro con Il manifesto e il Corriere della sera.