Search

Content

Il critico come artista

Non conosco bene la critica. È un mondo che non mi appartiene.
Però ho imparato che è un arte come tante altre e che, per citare Oscar Wilde:
"Come la creazione artistica implica il lavoro della facoltà critica, tanto che senza di essa non si può dire neppure esista, così la critica è creativa nel più alto senso della parola".
Penso quindi che il critico instauri un rapporto con il suo lettore e un rapporto a distanza con l'autore di cui parla. 
Ripeto, opera e critica hanno ruoli differenti e dovrebbero stare su piani ben distinti.
Quando questo rapporto a distanza si interrompe e i due vengono a contatto pubblicamente qualcosa si rompe.
E, come nel recente caso Nigro-Cajelli non è bello vedere degli autori spiegare la propria opera tanto quanto leggere le ragioni di una critica.

Fumettista e illustratore, vivo e lavoro a Fano con la mia famiglia.

Ho pubblicato i romanzi a fumetti Keires, Sali d'argento (Innocent Victim), tradotti anche in Francia e negli Usa, Numeri (Magic Press), Metauro, Il brigante Grossi e la sua miserabile banda (Tunué), A caccia di rane (Topipittori) e I pesci non hanno sentimenti (Coconino Press/Fandango).

Ho disegnato Il vangelo del coyote (Guanda) e la trilogia FactorY (Fernandel), sui testi di Gianluca Morozzi.

Ho scritto e disegnato racconti a fumetti per Il manifesto e il Corriere della sera.